Un altro brillante caso di street art infetta e percorre le strade, le case, i muri delle grandi città europee come quelli del campanilismo all'italiana. Jan Vormann, un artista tedesco di 27 anni è riuscito a cucire i mondi del gioco, le dimensioni infantili del costruire e del sognare con quella solida e maggiormente seriosa della vita reale. In che maniera? Compenetrando e letteralmente incastrando questi due mondi apparentemente inconcepibili, l'uno con l'altro.
New York, Tel Aviv, Barcellona, Berlino, Belgrado ed anche l'italianissimo paesino di Bocchignano sono stati toccati dalla mano del giovane che quì ha sparso il seme di una nuova idea. Il progetto di Jan Vormann, i suoi Dispatchworks, sono nati proprio in Italia qualche anno fa mentre il nostro passeggiava nel borgo medievale di Bocchignano nei pressi di Roma. Qui Vormann è stato ispirato dal principio dell'utile che sorreggeva la costruzione dei muri del borgo. Le pietre utilizzate per i muri infatti erano tutte di natura irregolare ed ognuna era diversa dall'altra. Necessità, non design.
Questo gli permise di notare come ai costruttori delle antiche mura non importava la forma, il colore o la composizione dei mattoni, bastava infatti che questi riempissero i buchi e assicurassero la stabilità del muro. Questo semplice principio è stato unito al mondo ludico della costruzione infantile, i mattoncini Lego. Riempire con mattoncini Lego le crepe, i fori, i vuoti presenti nei muri di
Inutile dire che il risultato finale è qualcosa di incredibile. I fori delle pallottole della Seconda Guerra Mondiale sui muri di Berlino, le cicatrici di una delle esplosioni di violenza maggiori della storia dell'uomo, sono state riparate con tanti coloratissimi mattoncini Lego, ognuno di un colore diverso. L'intonaco decadente dei grigi muri del Bronx, le esotiche mura soffiate dal vento di Tel Aviv, le duecentesche pietre di Bocchignano, tutto è stato cosparso di una vena di colore nuova, surreale, moderna ed ironica.
(Claudio Capanni - claudiocapanni@aol.com)

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